

L’albero della cuccagna, più semplice-mente, è un palo abbondantemente ingrassato per renderne più difficoltosa e buffa la scalata, che porta in cima premi e leccornie per colui che riuscirà a raggiungerli e per la sua
squadra. La tradizione più diffusa è quella del palo verticale, ma quando il palo è posto in modo inclinato sull’acqua l’effetto comico ne risulta esaltato. Le banchine del porto canale quella sera si trasformano in curve da stadio cariche dei sostenitori dell’uno o dell’altro contendente, e i flash dei telefonini lavorano senza sosta. Fra i candidati al montepremi non manca mai quello che si veste da donna: naturalmente ci vuole il fisico. Più è grasso e vistosamente conciato più il successo è garantito. In questo ruolo l’indimenticato Lauro Bianchi (E’ Gaton), pescatore e mitico personaggio, era ineguagliabile.
Generazioni di ragazzi cervesi si sono orgogliosamente cimentate in questa tenzone: partecipare alla pesca dell’anello e alla cuccagna sull’acqua, che fra l’altro si tengono entrambe nel giorno dell’Ascensione a distanza di poche ore, fa parte del blasone di ogni cervese doc, quello da esibire ai nipotini una volta raggiunta l’età matura.
L’organizzazione e la gestione della cuccagna è, da sempre, affidata al Circolo Pescatori la Pantofla e, in particolare, a Mauro Lugaresi (in arte Mac) che cura da anni ogni aspetto della manifestazione.