La storica cuccagna sul Porto Canale

Da sempre seguita da due ali di folla accalcata sulle banchine, In ogni dizionario della lingua italiana la parola Cuccagna (dal latino medioevale “Cocania”) significa paese dell’abbondanza, luogo favoloso ricco di ogni cosa piacevole e di facile godimento.

L’albero della cuccagna, più semplice-mente, è un palo abbondantemente ingrassato per renderne più difficoltosa e buffa la scalata, che porta in cima premi e leccornie per colui che riuscirà a raggiungerli e per la sua

squadra. La tradizione più diffusa è quella del palo verticale, ma quando il palo è posto in modo inclinato sull’acqua l’effetto comico ne risulta esaltato. Le banchine del porto canale quella sera si trasformano in curve da stadio cariche dei sostenitori dell’uno o dell’altro contendente, e i flash dei telefonini lavorano senza sosta. Fra i candidati al montepremi non manca mai quello che si veste da donna: naturalmente ci vuole il fisico. Più è grasso e vistosamente conciato più il successo è garantito. In questo ruolo l’indimenticato Lauro Bianchi (E’ Gaton), pescatore e mitico personaggio, era ineguagliabile.

Generazioni di ragazzi cervesi si sono orgogliosamente cimentate in questa tenzone: partecipare alla pesca dell’anello e alla cuccagna sull’acqua, che fra l’altro si tengono entrambe nel giorno dell’Ascensione a distanza di poche ore, fa parte del blasone di ogni cervese doc, quello da esibire ai nipotini una volta raggiunta l’età matura.

L’organizzazione e la gestione della cuccagna è, da sempre, affidata al Circolo Pescatori la Pantofla e, in particolare, a Mauro Lugaresi (in arte Mac) che cura da anni ogni aspetto della manifestazione.