Chi siamo

Sono passati esattamente 50 anni dalla costituzione del Circolo Pescatori di Cervia. Era quindi il 1975 quando la Cooperativa Pescatori chiese all’Amministrazione Comunale di poter utilizzare l’immobile dell’ex mercato all’ingrosso del pesce quale punto d’incontro e di ricreazione dei marinai e delle loro famiglie

Ottenuto il consenso del Comune i pescatori si misero di buona lena a modificare i locali, che nel frattempo erano diventati magazzino per le reti ed altri attrezzi per la pesca. La prima ad essere demolita fu la gradinata dove sedevano i “parznivul” cioè i grossisti che venivano a comprare il pesce che i pescatori estraevano dal mare a costo di tanti rischi e fatiche spesso sottopagati.

 

Quella demolizione, quei colpi di martello forse costituivano una sorta di inconsapevole rivalsa nei confronti di coloro che facevano il prezzo sulle loro spalle. Quante cassette di canocchie, e non solo, erano state gettate nel canale perché invendute ma anche per non darla vinta a chi, facendo cartello, teneva il prezzo così basso da risultare quasi uno schiaffo alla categoria dei pescatori! C’era tutto questo, ed anche tanto entusiasmo in quei manovali volontari nel riconvertire quello che era stato il mercato all’ingrosso nel loro dopolavoro, e l’entusiasmo contagiò anche altri che pescatori non erano e che davano una mano. Nacque così il Circolo Pescatori “La Pantofla”.

Da dove deriva questo nome? Ce lo sentiamo chiedere spesso dai turisti nelle nostre passeggiate alla scoperta del Borgo Marina e del Circolo: si tratta in pratica di alti zoccoli in legno che i marinai usavano in tempi remoti come calzature nel tentativo, spesso vano, di riparare i piedi dall’umidità nella cernita del pesce dopo che l’apertura del sacco della rete issata a bordo aveva riempito la coperta delle varie sfumature d’argento del pesce che salta nel disperato tentativo di riguadagnare il mare. Tornando al Circolo, all’inizio nessuno poteva pensava che sarebbe diventato un ristorante in grado di richiamare turisti da ogni dove; la necessità era semplicemente quella di avere un riparo ed un caffè caldo rientrando all’alba dalle fredde notti in mare ma anche di un punto d’incontro per giocare a carte, scambiarsi considerazioni ed esperienze di mare davanti ad un bicchiere di buon vino.

Ben presto però la posizione e soprattutto i personaggi che frequentavano il circolo cominciarono ad esercitare un’attrazione irresistibile sui cervesi e sui turisti che subivano il fascino di questi uomini dalla scorza dura, sotto la quale si celava una cordialità ed un’umanità contagiosa ed autentica. I racconti di mare e la schiettezza di tali personaggi esercitavano un fascino particolare sui turisti, molti dei quali stranieri: la stessa attrazione si ritrovava in altre situazioni lungo il Borgo come alla sera all’osteria Dalla Monica (poi ristorante all’Orto) dove si cantava e si rideva fino a tardi, come pure allo stand gastronomico nei giorni dello Sposalizio del Mare o in occasione delle tante manifestazioni nate dalla fantasia dei cervesi: citiamo, per tutte, la Marinata di Primavera, una gara di pesca allo sgombro che ospitava giornalisti delle principali testate nazionali ed estere e durante le quali nascevano amicizie coltivate poi nel tempo.

Lo spirito, la filosofia e le finalità del nostro lavoro al Circolo sono ancora le stesse. Possono cambiare alcune modalità (è normale, la società è cambiata ed anche il mondo della pesca) ma non la voglia di divertire e di divertirsi. Ai vecchi amici che tornano a trovarci se ne aggiungono ogni anno dei nuovi, richiamati da un luogo dove il tempo sembra essersi fermato sui tavoloni che, volutamente, costringono a sedersi vicino, ed a famigliarizzare, persone che non si erano mai viste prima. Intanto lo sguardo si posa sulle foto appese alle pareti che parlano di mare, di barche, di griglie fumanti: cioè di una comunità che vuole mantenere i valori ed i tratti della sua cultura!